Capitolo 4

Agosto era arrivato, dalle spiagge colme di persone si sentivano risate e parole che il vento prendeva con sé e portava fino alla finestra di Penelope. Lei dormiva nel letto dell’ospedale, tranquilla, ignara della vita che stava andando avanti.
Lucas, verso le 8h di mattina si recò dalla sua amata Penelope, come ogni giorno. In mano teneva il rametto di ginestra e nell’altra un quaderno, si avvicinò alla finestra che era opposta alla porta d'ingresso, la aprì per far arrivare il profumo del mare, andò dalla sua amata e le baciò la fronte. Poi le porse la ginestra, si sedette accanto a lei e mise sul telefono una canzone, la loro canzone: Il cielo in una stanza di Gino Paoli.
Quando sei qui con me
Questa stanza non ha più pareti
Ma alberi, alberi infiniti
Quando tu sei vicino a me
Questo soffitto viola, no, non esiste più
Io vedo il cielo sopra noi che restiamo qui
Abbandonati come se non ci fosse più
Niente, più niente al mondo
Lucas sulle note di questa dolce canzone si concesse qualche lacrima, per poi ricomporsi poco subito. Dopo aprì il quaderno rosso, il quale custodiva tutti i pensieri di Penelope, tutte le sue bozze per i suoi racconti o per le sue poesie. Lo portava sempre con lei, perché sosteneva che l’ispirazione o le parole giuste le venivano sempre quando meno se lo aspettava e doveva sempre essere pronta a rinchiudere quei pensieri per poi ripensarci in un altro momento con tranquillità. Anche se lo aveva letto e riletto tante volte in quel periodo, era convinto che non avesse ancora trovato quello che cercava : un indizio, un qualcosa che gli desse una spiegazione a tutto quel dolore. Ormai era rimasto il solo a voler cercare la verità, gli inquirenti avevano deciso di chiudere le indagini per mancanza di prove, ma lui non voleva arrendersi, lui voleva sapere e arrivare fino in fondo a quella storia.
Lucas non riusciva fare progressi con le sue ricerche, ma l’amore gli impediva di indietreggiare e men che meno di arrendersi, iniziò quindi a rileggere quelle dolci righe, le uniche che gli facevano ricordare la voce di Penelope.
« Ancora con quel quaderno? » Il padre di Penelope entrò nella stanza, baciò la figlia e si sedette accanto a Lucas.
« Non mi arrendo, sono sicuro che troverò la verità », rispose Lucas.
« Anche se la trovassi, cosa te ne fai poi di quella verità ? »
« Non lo so, ma so che devo trovarla »Il padre di Penelope prese il quaderno e iniziò a sfogliarlo con dolcezza.
« Mia figlia ha un grande talento, è sempre stata invidiata per questo. A volte mi chiedo se non sia una condanna più che un talento il suo »
Il padre si alzò in piedi, si avvicinò alla finestra e iniziò a raccontare tutti i ricordi che in quei mesi gli facevano da àncora per non crollare.
« Mi chiedo ogni giorno se sono stato abbastanza presente, se ho fatto qualche errore ma sopratutto se sono stato un buon padre. Per me lei è stata la figlia migliore del mondo, tutti invidiavano le sue doti letterarie, la sua bellezza e la sua gentilezza.
Quando era piccola andava a scuola con la figlia di un mio amico, erano inseparabili. Un giorno, mentre aspettavamo che uscissero dalla scuola media, lui mi disse che era invidioso, aveva letto il tema di Penelope e avrebbe voluto che anche sua figlia fosse stata come la mia. Io mi sono sentito fiero, ma ora che ci ripenso mi chiedo se Penelope non avesse avuto quella dote, io l’avrei amata ugualmente ? »
Una lacrima gli attraversò il volto e cadde sul davanzale della finestra.
« Sono sicuro che l’avrebbe amata, perché se Penelope è così straordinaria è grazie all'amore che ha ricevuto ».
Il padre della ragazza lo ringrazio, diede un bacio alla figlia sulla fronte e si avvicinò all’uscita. Lucas, invece, riprese a guardare il quaderno ma e gli venne un dubbio così chiese all’uomo, prima che se ne andasse : « Come si chiama quel suo amico ? »
« Adolfo Lagose, è un professore di letteratura nel liceo di Diano » .
Arrivata la sera, Lucas tornò a casa e, dopo aver cenato, si ritirò in camera sua e riprese la sua ricerca della verità. Era diventata per lui un'ossessione alla quale dedicava la maggior parte del suo tempo e delle sue energie.
Il cognome Lagose lo aveva già sentito, ma non riusciva a ricordare né dove e né quando. Era ormai notte e lui era crollato sul letto con il quaderno rosso stretto forte tra le mani come se fosse la sua boa di salvezza.
« IL CONCORSO ! »
Lucas si svegliò all’improvviso, erano le due di notte, si alzò dal letto, accese la luce, si mise sulla scrivania e cercò sul computer il concorso letterario nel quale il libro di Penelope stava gareggiando.
Ed eccolo … !
Adolfo Lagose concorreva con il suo libro Un'ossessione, Lucas scoprì che non era la prima volta che partecipava a questo concorso, ma che non era mai riuscito a vincere. Quest’anno invece il suo libro era uno dei favoriti, ma era stato superato da Lacrime silenziose di Penelope.
Una giovane ragazza arriva con la sua tragica storia e ti supera, nel concorso più importante della tua vita, un ottimo movente ! Ma perchè in quella chiesa ? E perchè così lontano da casa ?
Al mattino presto Lucas si precipitò a casa di Penelope per chiedere a suo padre ulteriori informazioni sul signore Lagose. Si era ripromesso di essere vago e non far capire i suoi sospetti. I due parlarono tutta la mattina e Lucas si sentiva soddisfatto di tutto quello che era riuscito a scoprire.
Adolfo non aveva mai ottenuto il successo come il padre di Penelope e per questo i due avevano interrotto i loro rapporti. Era un uomo molto rancoroso, che pretendeva da sé stesso e dalla sua famiglia il meglio.
« Sua figlia Eleonora era molto amica di mia figlia, ma quando Penelope ha iniziato ad essere notata per le sue doti letterarie, Adolfo ha proibito alla figlia, Eleonora, di frequentare Penelope per timore che la gente le avrebbe paragonate »
Lucas pensandoci bene si ricordava di Eleonora, le due ragazze erano molto amiche al liceo ma poi improvvisamente avevano smesso di vedersi. Lui non ci aveva fatto molto caso, anche perchè Penelope era sempre vaga quando si parlava della fine della loro amicizia.
Tutto iniziava a quadrare, Adolfo aveva un risentimento verso la famiglia Pirandello e soprattutto verso Penelope, viveva a Diano, non troppo lontano da Cervo, il luogo in cui era stata ritrovata Penelope, e non faceva fatica ad immaginare che potesse avere un 43 di piede. Lucas credeva di essere sulla giusta strada, dopo tanto tempo aveva una pista da seguire.
