18/03/2026 - Dibattito didattico-informativo in vista del referendum del 22/23 marzo

Mercoledì 18 marzo, le classi del linguistico 5A e 5B e le classi dello scientifico 5A, 5B, 4A e 4C si sono recate presso l’aula magna dell’Istituzione scolastica ITPR Corrado Gex di Aosta per un dibattito didattico-informativo riguardante l'imminente referendum del 22-23 marzo.
Gli studenti delle classi quarte e quinte, essendo ormai cittadini a pieno titolo e quindi aventi il diritto e il dovere di votare, hanno avuto l’opportunità di incontrare il giudice del tribunale di Aosta, Luca Fadda, e l’avvocato del foro di Aosta, Ascanio Donadio. I due esperti hanno dibattuto in merito ai punti sul referendum per fare chiarezza sulle sue riforme.
Le quattro principali riforme contenute nel referendum sono
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La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri
Oggi infatti, giudici e pubblici ministeri fanno parte di un’unica categoria chiamata magistratura e accedono a entrambe le carriere con lo stesso concorso. La riforma prevede la loro divisione, impedendo così ad un giudice di diventare pm e viceversa.
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Creazione di due CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) distinti
Attualmente esiste un solo CSM che si occupa di indire i concorsi, determinare le funzioni di ciascun magistrato, gestire le richieste di trasferimento e procedere con eventuali sanzioni disciplinari. Essendo che la riforma vuole dividere le carriere di giudici e pm, anche il CSM verrà diviso in due: una per i giudici e una per i pm.
Inoltre, si cambierebbero le modalità di elezione delle componenti del CSM senza modificarne la proporzione ⅔ membri togati (magistrati) e ⅓ membri laici (scelti dal parlamento tra professori in materie giuridiche e avvocati). Attualmente, i membri togati vengono eletti dai magistrati tra i magistrati. La riforma prevederebbe invece che questi vengano sorteggiati. Il passaggio dall'elezione al sorteggio è previsto anche per i membri laici, ma in questo caso l'estrazione avverrebbe a partire da un gruppo ristretto precedentemente scelto dal Parlamento.
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Creazione di un’alta corte disciplinare di rango costituzionale
La riforma vuole introdurre l’alta corte disciplinare, che giudicherebbe le responsabilità disciplinare dei magistrati, togliendo così questo compito al CSM.
L’alta corte sarà composta da 15 membri: 3 nominati dal Presidente della Repubblica, 3 eletti dal parlamento e 9 magistrati eletti a sorte (6 giudici e 3 PM).
Sia il giudice Fadda, che rappresentava il “no”, sia l’avvocato Donadio, che invece rappresentava il “sì”, hanno puntualizzato l'importanza di andare a votare e di prendere una decisione indipendentemente dall'appartenenza politica, poiché questo referendum non ha lo scopo di far cadere il governo.
- Gaëlle Raga (5As)
