05/03/2026 - Conferenza di fisica con la ricercatrice Gihan Kamel

La 5As e la 5Cs del Liceo scientifico É. Bérard giovedì 5 marzo sono andate al Teatro Splendor per assistere a un incontro con la fisica Gihan Kamel. L’incontro con la ricercatrice si è tenuto in videoconferenza essendo lei attualmente in Giordania. 

Incontro 1

La ricercatrice ha deciso di concentrare il suo intervento su temi molto importanti, come la presenza delle donne nel mondo scientifico e la pace nel mondo, esordendo il proprio discorso con le seguenti parole: «La scienza non conosce identità o bandiere»

Ha raccontato ai ragazzi che l’obiettivo principale del centro SESAME (Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East ), oltre ovviamente alla ricerca scientifica, è quello di riunire persone di lingue e culture differenti, affinché collaborino senza paura di essere giudicate per le loro idee o per la loro origine, ma unicamente per il loro lavoro. In questo centro di ricerca collaborano infatti scienziati provenienti dalla Turchia, da Cipro, dalla Giordania, da Israele e dall’Iran. 

 

Essendo alcuni problemi comuni a tanti paesi nel mondo - come le malattie, i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale e molti altri - è necessaria una comunicazione sinergica che vada oltre i dissidi politici, affinché si possano trovare delle soluzioni indispensabili per il progresso e il benessere del pianeta e delle persone. «Le cose buone trovano sempre una strada, anche se non fosse così, avremmo provato a fare il meglio per le prossime generazioni», ha affermato Kamel.

 

Inoltre si è parlato molto delle attuali guerre e di come esse influenzano il centro SESAME. La ricercatrice Kamel ha raccontato che si cerca di tenere sempre fuori la politica e ha ribadito l’importanza di un centro in Medio Oriente che possa testimoniare che, quando si hanno degli obiettivi comuni, si riesce a collaborare. «La scienza da sola non può risolvere tutti i problemi politici, ma la diplomazia scientifica ha ancora un ruolo importante per affrontare le sfide che ci sono. Non possiamo fermare la guerra, ma possiamo fare altre cose», ha sottolineato la fisica.

 

Ad un certo punto, però, la realtà della guerra si è fatta sentire. Infatti, la ricercatrice si è dovuta interrompere perché non distante da lei c'è stata un esplosione. Kamel ha chiesto scusa e ha parlato dell’accaduto con una naturalezza che ha lasciato tutti senza fiato. 

Incontro 2